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Con le famiglie, gli anziani, i giovani per crescere nella fede e nelle opere

È una destinazione di fondi che rispondono alle problematiche familiari e alla realizzazione di strutture educative e ricreative per ragazzi. Ma anche utilizzati per iniziative di cultura religiosa, per le scuole di formazione teologica per laici, catechisti ed insegnanti di religione.

Le "Esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana" comprendono diversi settori di impegno che sono propri della missione evangelizzatrice della Chiesa, ma hanno anche ricadute allargate nei territori e nelle comunità.

Basti pensare, per esempio, al valore sociale delle attività che vengono svolte dagli oratori per bambini, adolescenti e giovani, o l'impegno dei patronati, o ancora per le attività rivolte alla promozione e all'aiuto delle famiglie.

Complessivamente, nel 2018 la parte più significativa dei fondi dell’8xmille destinata a questo capitolo è stata impiegata per sostenere l’esercizio del culto e della cura delle anime: sostegno ad attività pastorali, facoltà teologiche e istituti di scienze religiose, parrocchie in condizioni di necessità straordinarie, iniziative a favore del clero anziano e malato, mezzi di comunicazione sociale, ecc.

Altri impieghi hanno riguardato attività di formazione del clero e dei religiosi, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana (oratori e patronati, associazioni e movimenti).

Alcune Diocesi, inoltre, hanno richiesto risorse per altre destinazioni specifiche, come l’organizzazione del sinodo diocesano, il sostegno ai campi scuola formativi per ragazzi e adolescenti, ai consultori familiari, ai centri accoglienza e di ascolto, o per la formazione degli operatori.

I criteri per la ripartizione dei fondi alle 226 Diocesi italiane sono stati ridefiniti in occasione della 69esima Assemblea Generale della CEI (maggio 2016), che ha indicato le modalità di richiesta/erogazione e di rendicontazione delle risorse. L’intento è quello di evitare assegnazioni generalizzate e dare alle Diocesi la regia delle richieste e degli Destinazioni impieghi, coinvolgendole in un percorso di responsabilizzazione rispetto a un uso sempre più efficace e mirato dei fondi.

Della ripartizione dei fondi viene fornito un rendiconto dettagliato alla CEI, accompagnato da una relazione che spiega i criteri adottati, gli obiettivi perseguiti e i risultati conseguiti attraverso le iniziative finanziate. In maniera analoga, a livello diocesano i contributi vengono assegnati alle parrocchie sulla base di progetti che illustrano le attività ed i programmi per cui si chiede il finanziamento, la previsione di spesa, le risorse proprie investite e le ulteriori (eventuali) fonti di finanziamento.

Vengono svolte attività che sono proprie della missione di evangelizzazione della Chiesa

Fondi assegnati: trend 2000-2018


Destinazioni

* L’importo totale è superiore a quello assegnato nel 2018 in quanto vengono riassegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti

Beneficiari

I Progetti Realizzati

Soprattutto in un'epoca come quella che stiamo vivendo, nella quale il tessuto sociale si fa sempre più fragile, assumono un’importanza decisiva le attività di pastorale familiare promosse dalle Diocesi italiane su tutto il territorio nazionale.
Un investimento sul valore, unico e insostituibile, della famiglia come nucleo fondante della società. Diverse le iniziative orientate in questo senso. Come, per esempio, il Corso di Alta Formazione in Consulenza familiare con specializzazione pastorale promosso dall'Ufficio per la pastorale familiare della CEI, dalla Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di ispirazione cristiana e con la competenza teologica dell'Ecclesia Mater, che si è svolto dall’8 al 21 luglio 2018 a Madonna di Campiglio, in Trentino. Oltre 200 partecipanti fra sacerdoti, coppie con e senza figli, seminaristi e alcune religiose, provenienti da tutta l’Italia, hanno affrontato momenti di studio, di confronto e di approfondimento mirati ad acquisire nuove capacità per accompagnare – nelle rispettive parrocchie – i dubbi, le aspirazioni e le esigenze di coloro che si accostano alle nozze, delle giovani famiglie con i loro figli, di chi vive il fallimento del matrimonio. Un percorso che ha integrato lo studio teologico e quello delle scienze umane con il fascino del Vangelo, nella certezza che – come indicato nell’Enciclica Amoris Laetitia – «oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni, e così prevenire le rotture».

Un percorso che ha integrato lo studio teologico e quello delle scienze umane con il fascino del Vangelo

Uno sforzo pastorale per consolidare i matrimoni


Una Panda 4x4, 4 parrocchie, 12 frazioni, 70mila km percorsi ogni anno. Questo è, in numeri, don Franco D’Angelo, 44 anni, dal 1998 parroco a Castelli, provincia di Teramo, una “comunità diffusa” tra i picchi e tornanti dell’Appennino Centrale. Un territorio difficile e martoriato, nel 2009, dal terremoto che ha lasciato nella comunità ferite ancora vive. Anche queste parte di quel «progetto» che don Franco affronta ogni giorno, da prete che «si corcia le maniche» (si tira su le maniche), come dice una sua anziana parrocchiana. Vicino alla comunità, sempre, attento ai suoi bisogni, a non far mancare mai la sua presenza anche nella frazione più impervia, dove spesso d’inverno per salire, tra neve e maltempo, serve scomodare la Protezione Civile. «Il sisma e le condizioni meteo hanno disperso i fedeli ovunque» spiega don Franco ripensando a quanti, dal 2009, sono andati via per paura o perché senza più una casa. Durante le nevicate del 2016 alcuni di questi cittadini si radunarono nella casa parrocchiale, unica abitazione ritenuta sicura.

La montagna ha una dimensione cristiana genuina

Ora la casa di don Franco è diventata il punto di riferimento per tutte le attività, compresa la raccolta di alimenti destinati a chi ha bisogno. «Un prete viene inviato in montagna per fargli fare gavetta all’inizio del ministero», racconta don Franco con il sorriso, «ma appena ho avuto la possibilità di uno spostamento, sono iniziati i terremoti», e così più che mai in quel momento il dovere era rimanere. «Bisogna santificare la vita. Ci aiuta a scegliere di vivere il Vangelo. Mi ripeto continuamente: sia fatta la Tua volontà». Anche quando il fratello gli diceva di tornarsene a casa, o quando ha vissuto con la comunità una serie di tragici lutti di giovani, tra i quali un suo studente, o la morte di alcuni amici, «Non ho mai pensato: chi me lo ha fatto fare», dice, deciso: «La montagna ha una sua dimensione cristiana genuina che non si trova dalle altre parti. Se sono qui, c’è un progetto».


Da luogo di incontro, di gioco, di crescita spirituale, a spazio sicuro capace di garantire a migliaia di ragazzi, in particolare coloro che vivono in contesti sociali difficili, una risposta concreta e attenta alle sempre più diffuse emergenze educative. È seguendo questa linea che molti parroci hanno rafforzato e ampliato l’impegno degli oratori, rendendoli luoghi capaci di dare ai ragazzi risposte credibili all’impoverimento culturale e relazionale. Così, per esempio, don Donato Lauria, parroco di Maria Ss. Immacolata nel popoloso quartiere Cucuzzo di Potenza, ha portato in oratorio il “doposcuola di qualità”, «perché i ragazzi in difficoltà devono essere aiutati a ritrovare tempo perduto, talenti e fiducia», racconta: «quest’anno abbiamo proposto il modello di "doposcuola con merenda" a una ventina di ragazzi che, in pomeriggi full immersion, hanno conciliato il recupero scolastico con laboratori di teatro, musica e sport, le attività oratoriali tipiche». Diverso il contesto in cui opera don Umberto Sordo, nel centro storico di Padova, zona benestante dove i ragazzi vivono però nuove solitudini. «Vedo ogni giorno la solitudine di tanti bambini e ragazzi causata da una presenza diradata dei familiari, assorbiti dagli impegni di lavoro, e da fatica relazionale che porta a isolarsi. C’è bisogno sempre più di spazi di incontro; come comunità, offriamo un ambiente accogliente, un’occasione liberante dove dialogare, aprirsi, fare esperienze personali e non virtuali, per scoprire il Vangelo vivendo da fratelli».

EDILIZIA DI CULTO E BENI CULTURALI

I beni culturali ecclesiastici sono un riferimento per le comunità di fedeli, ma costituiscono anche un patrimonio fondamentale per tutto il Paese. Che bisogna mantenere vivo.

Una parte consistente dei fondi 8xmille sono destinati alla valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici che costituiscono un patrimonio per tutto il Paese. Basti pensare, per esempio, alle attività sociali che vengono svolte all’interno di strutture parrocchiali o diocesane nei diversi territori, oppure – allargando l’orizzonte – all’attrattività costituita da buona parte dei beni culturali ecclesiastici ricchi di storia e di bellezza.

La gestione delle risorse dell’8xmille destinate a questi ambiti favorisce la promozione di percorsi efficaci di programmazione degli interventi a livello diocesano. Si tratta infatti spesso di progetti di lungo termine, sviluppati su più anni. Questo approccio consente di accompagnare le Diocesi in un percorso di responsabilità, amministrazione sostenibile e gestione strategica sia del patrimonio esistente, sia delle nuove costruzioni.

Per quanto riguarda l’edilizia di culto, l’utilizzo dell’8xmille per la costruzione di nuove strutture religiose costituisce una risposta della comunità ecclesiale al fenomeno dell’espansione dei centri urbani. L’edificio di culto, con le opere annesse, è il cuore delle comunità nascenti, centro di aggregazione sociale, promotore di attività pastorali e culturali.

I contributi della CEI vengono destinati in via prioritaria a strutture di servizio religioso di natura parrocchiale o interparrocchiale (la chiesa, la casa canonica, le opere di ministero pastorale come per esempio le aule di catechismo).

Le opere non vengono finanziate interamente con l’8xmille, per un principio ecclesiologico ed educativo, ovvero per promuovere il concorso delle energie locali come espressione di partecipazione e corresponsabilità. La CEI interviene con un contributo massimo del 75% della spesa preventivata (70% per gli interventi sugli edifici esistenti).

I fondi destinati alla tutela e al restauro dei beni culturali ecclesiastici aiutano le Diocesi italiane a promuovere iniziative che abbiano come scopo la conoscenza, la tutela e conservazione dei beni culturali ecclesiastici, in special modo quelli legati al culto, e a stimolare la collaborazione tra le Diocesi e gli enti pubblici al fine di agevolare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico.

Le finalità dei contributi sono varie, e spaziano dall'inventario informatizzato dei beni artistici e storici al censimento delle chiese, dalla dotazione di impianti di sicurezza al sostegno ad archivi, biblioteche e musei diocesani a interventi di restauro e consolidamento degli edifici fino al restauro degli organi a canne di interesse storico.

Le opere vengono realizzate in compartecipazione, per promuovere il concorso delle energie locali

Fondi assegnati: trend 2000-2018


Destinazioni

* L’importo totale è superiore a quello assegnato nel 2018 in quanto vengono riassegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti

Progetti finanziati nel 2018


I Progetti Realizzati

È un sogno iniziato nove anni fa, quando sono arrivato qui: offrire ai ragazzi della parrocchia uno spazio dove vivere in maniera adeguata i loro incontri. Avevamo due stanzette che proprio non erano sufficienti per le attività pastorali, e ora invece…». A parlare è don Luca Franceschini, della parrocchia della Visitazione Beata Vergine Maria di Massa: una delle chiese più antiche del territorio, priva degli spazi parrocchiali necessari a far crescere una comunità di 1.450 abitanti, e tanti ragazzi. Ed ecco il sogno che prende forma: grazie a 582mila euro provenienti dall’8xmille, che hanno affiancato il mutuo da 110mila euro acceso dai parrocchiani, è stato possibile realizzare nuove sale parrocchiali. «Per genitori e ragazzi è stato un nuovo inizio», spiega don Luca, lunga barba bianca che infonde serenità e saggezza, «ci siamo ritrovati per imbiancare, spostare i mobili. Oggi pensiamo anche ad un doposcuola. Sostenute dalle firme dei fedeli italiani, le persone si sono sentite pietre vive, anche nella parrocchia di SS. Rocco e Giacomo che compone la nostra unità pastorale. Avremo più spazio per progetti destinati agli anziani, quota rilevante della popolazione, dopo che tante famiglie per la crisi sono andate via».


Tre navate di rara suggestione, edificate a ridosso di mura etrusche, con elementi dal preromanico al gotico. Dalla penombra emergono il colore degli affreschi rinascimentali di scuola senese e il bianco del ciborio in travertino del X secolo. È un tesoro fragile la chiesa di Santa Maria Maggiore, attestata fin dal 1100. È stata bonificata dall’umidità e ripristinata grazie a 150 mila euro provenienti dalle firme degli italiani, che hanno affiancato l’impegno finanziario locale.

«Edificata in tufo, è una della più antiche della diocesi e la staticità era compromessa», spiega don Marco Monari, direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. «Ora, con il restyling dell’illuminazione, uniamo bellezza ritrovata e risparmio energetico».

Il borgo di Sovana è meta di turisti 12 mesi l’anno e la chiesa, con la cooperativa di guide La Fortezza nata come servizio alla diocesi, dà lavoro a diverse famiglie.

«Ci prepariamo anche così al 2020, millenario della nascita di Ildebrando di Sovana, Papa Gregorio VII, porta d’accesso alla profonda spiritualità di questi luoghi attorno al monte Argentario, da dove partì pure la missione di san Paolo della Croce. Tutti testimoni che parlano anche alle donne e agli uomini di oggi».

Grazie ai lavori è stato anche possibile ridurre il consumo energetico

Un capolavoro restituito a tutta la comunità, non solo ai fedeli


La Diocesi e la città di Andria possono usufruire di un luogo di cultura e formazione personale: la biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino, ubicata al pian terreno del Seminario Vescovile. Una biblioteca nata con il Seminario, nel 1705, fornita dei suoi primi testi dal vescovo dell'epoca, mons. Andrea Ariano.
Uno spazio che è sempre stato un riferimento per la comunità, aperto a fedeli e non. Dopo alterne vicende, e un ampio lavoro di risistemazione, la biblioteca è stata riaperta al pubblico nel 1999, con ambienti completamente ristrutturati dalla Diocesi grazie al contributo dell'8xmille, e da allora grazie all’8xmille, all’impegno della Diocesi e alla convenzione con il Comune, la San Tommaso d’Aquino ha visto crescere le proprie attività: attrezzature, arredi, catalogazione libraria, arricchimento dei fondi librari, restauro dei preziosi manoscritti, recuperati per la collettività. Di anno in anno, a piccoli passi, la Biblioteca è diventata un luogo sempre più aperto e accogliente per i singoli cittadini, gruppi, associazioni e spesso si anima della vivacissima presenza dei più piccoli durante le iniziative in collaborazione con le scuole o nell’angolo colorato dello "Scaffale basso".

Lo scaffale basso è dedicato alle iniziative per i bambini

Anno dopo anno la biblioteca è diventata un luogo sempre più aperto e accogliente per i cittadini

Qui confluiranno tutte le collezioni librarie di proprietà ecclesiastica

Un patrimonio enorme di cultura che attraversa tutte le epoche. Accessibile grazie al digitale, strumento capace di mettere in circolo, e di far vivere, questo patrimonio. Grazie ai fondi dell’8xmille, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI ha messo a punto BeWeB, il portale bibliografico nazionale delle biblioteche ecclesiastiche, dove confluiranno tutte le collezioni librarie di proprietà ecclesiastica. Il portale mette infatti a disposizione una grande quantità di informazioni, derivante dal lavoro assiduo delle comunità cristiane per la conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di loro proprietà. Il portale ha una struttura trasversale che presenta beni culturali di diversa tipologia (oltre 10 milioni di descrizioni tra beni storici e artistici, architettonici, archivistici e librari oltre ad istituti culturali). Si possono fare interrogazioni generali o specialistiche, e i risultati sono tutti georeferenziati attraverso cartine di riferimento e arricchiti da imponenti gallerie di immagini e documenti. È inoltre possibile essere guidati alla scoperta del patrimonio culturale delle Diocesi attraverso percorsi tematici, news ed eventi, visite virtuali e materiali di approfondimento.

Sono state catalogate oltre 10 milioni di descrizioni di Beni

INIZIATIVE DI RILIEVO NAZIONALE

Fondi assegnati: trend 2000-2018

Dettaglio fondi assegnati nel 2018

Il Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana ha lo scopo di assicurare risorse per sostenere la formazione catechetica e la sperimentazione educativa, nonché iniziative e proposte promosse dall’Episcopato italiano per contribuire alla matura formazione religiosa delle persone e a servizio dell’annuncio della fede nella complessa società attuale.

La scelta, fatta per la prima volta nel 1998, è di alleggerire i costi processuali. Lo stanziamento della CEI riguarda l’onere che deve sostenere chiunque inizia o interviene in un processo di nullità di matrimonio. Così le Conferenze Episcopali assicurano, per quanto possibile, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori, la gratuità delle procedure.

In Italia vi sono opere e iniziative pastorali di lunga tradizione e di varia configurazione giuridica animate dal clero secolare, dalle famiglie religiose o da un prezioso volontariato laicale come, ad esempio, attività di formazione dei giovani lavoratori, di promozione pastorale per i detenuti, di sostegno ad associazioni per la promozione delle famiglie e nel campo dei mass-media.