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L'obiettivo è non solo aiutare nell'urgenza e nella difficoltà, ma promuovere lo sviluppo della persona

INTERVENTI CARITATIVI ALLE DIOCESI

Gli interventi di carità realizzati nelle Diocesi danno risposte immediate e concrete alle tante domande di aiuto che provengono dalle numerose situazioni di povertà materiali e spirituali. E sono anche esempi di solidarietà che possono contribuire a educare i membri della comunità cristiana ad amarsi l’un l’altro.

Gli interventi di carità realizzati nelle Diocesi sorgono dall’impulso “naturale” della carità cristiana e sono animate da migliaia di volontari laici, sacerdoti e consacrati in tutta Italia.

Le necessità a cui la Chiesa Cattolica fa fronte in Italia sono aumentate con il passare degli anni, complice la crisi: le urgenze si sono moltiplicate, ma la linea di intervento non è mai stata solo quella di rispondere alle emergenze, bensì strutturare progetti destinati a innescare circoli virtuosi positivi. Per accompagnare chi ha bisogno a ritrovare la propria autonomia e dignità, non solo rispondere al suo bisogno qui e ora. In questo modo vanno intesi i progetti di intervento per la lotta contro le “nuove povertà” (disoccupazione, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati, ecc.).

Per gli interventi caritativi in Italia nel 2018 la CEI ha destinato 150 milioni di euro, ripartiti tra le 226 diocesi (la metà in parti uguali a ogni Diocesi, l’altra metà proporzionalmente al numero di abitanti di ciascuna).

Quasi un terzo di tale importo è destinato al sostegno diretto a persone bisognose, segno di come le situazioni di fragilità siano drammaticamente diffuse tra la popolazione italiana.

Quella che viene portata dalla Chiesa grazie all'8xmille è una presenza capillare sul territorio, resa possibile dal network di parrocchie che sono vicine ai bisogni e conoscono in maniera diretta le necessità.

Gli interventi sono inseriti nei piani pastorali diocesani, a garanzia della loro complementarietà rispetto ad altre attività messe in campo dalla Chiesa sul territorio.

Viene garantita una presenza capillare sul territorio

Fondi assegnati: trend 2000-2018

Destinazioni

*L'importo totale è superiore a quello assegnato nel 2018 in quanto vengono riassegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti

Beneficiari

I progetti realizzati

Adottati dalla città

Un approdo sicuro per donne rifugiate, alcune minori, con i loro figli.

Casa Betania dal 2014 ha aperto nel centro storico di Ferrara, dopo la ristrutturazione degli spazi originari grazie a 112 mila euro provenienti dall’8xmille.

Oggi è composta di 4 mini-appartamenti, un dormitorio da 12 posti letto con cucina, servizi e lavanderia.

Se all’inizio le giovani madri vengono sostenute anche con le card alimentari e vestiario, il passo successivo è l’assistenza legale, psicologica e sanitaria, oltre ai corsi di italiano. Nel chiostro è situato un orto per ritrovare se stesse, oltre le violenze subite.

La casa della Caritas dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, diretta da Paolo Falaguasta, «è stata adottata dalla città», spiega l’economo e incaricato per il sovvenire don Graziano Donà. «Dopo storie di estrema sofferenza quest’oasi, protetta nella città medievale, è il posto da cui ripartire, raggiungendo l’autonomia con un approccio familiare alla vita comunitaria e all’utilizzo dei servizi territoriali».


Oltre le dipendenze

La cascina San Michele a Serramanna (280 mila euro dall’8xmille), nel Medio Campidano, è un’azienda agricola anti-dipendenze. Il territorio, ex distretto minerario ferito dallo spopolamento, oggi è un’area tra le più povere d’Italia. «Contro le disillusioni più cocenti e le seduzioni più spregiudicate, progettiamo il futuro contro le dipendenze da cocaina, alcool, droghe chimiche» dice don Angelo Pittau, 80 anni, direttore della Caritas diocesana. «Oggi c’è una recrudescenza di dipendenze e disturbi mentali tra chi ha dai 15 ai 60 anni». La disoccupazione tocca il 60%, la dispersione scolastica è al 28%. «Noi rispondiamo con la prevenzione, la cura e la terapia occupazionale mirata al reinserimento nell’agricoltura e nell’allevamento». Anche quello innovativo di asine per utilizzarne il latte nella cosmesi e nei prodotti sanitari: «Ci aiutano docenti volontari, ma avremmo bisogno che il percorso diventasse un autentico cammino di speranza. In tutta la diocesi abbiamo dato vita a progetti sociali che generano occupazione, creando finora circa 600 posti di lavoro, e ogni volta il primo passo è stato l’8xmille».


Un luogo dove tutto è normale

Noi facciamo inserimento dei ragazzi “normali” in una scuola che mette al centro i ragazzi con disabilità, convinti che la relazione che si crea tra un ragazzo normodotato e un ragazzo con difficoltà non è una relazione di aiuto, è una relazione di comunità». La Scuola Cottolengo di Torino, istituto fondato 200 anni fa e diretto oggi da don Andrea Bonsignori, è un efficace modello di integrazione positiva. «Nelle nostre classi la percentuale di ragazzi con difficoltà arriva al 13,6 %, rispetto a una media nazionale del 3,8%. E molte famiglie iscrivono qui i figli normodotati perché imparino la convivenza», spiega il direttore. «La retta è proporzionale al reddito. Dunque sopravviviamo grazie a contributi diocesani e ai benefattori. L’8xmille è stato provvidenziale per garantire il sostegno ad oltre 80 scolari».

Un aiuto è andato anche alla polisportiva ‘Giu.Co’ che schiera in campo squadre miste disabili-normodotati (anche di rugby). E al progetto formativo-occupazionale Chicco Cotto, che affianca le famiglie nel dramma del ‘dopo di noi’, con una serie di cooperative. Dal vending di distributori automatici di bibite, «perché i ragazzi autistici sono bravissimi caricatori e verificatori» spiega don Andrea, a ImbianCotto, coop di imbianchini autistici non parlanti, oltre a MeccaniCotto, officina di riparazione auto, «unica al mondo a fare un tagliando in 40 minuti», sottolinea con orgoglio don Andrea.


"Perchè attraverso di loro fossero manifestate le opere di Dio"

È il passo del Vangelo che mi ha indicato la strada

Da sacerdote in questi anni ho costruito insieme a persone in carrozzella, famiglie in difficoltà, disarmati e sfiduciati, “perché attraverso di loro fossero manifestate le grandi opere di Dio"» spiega don Panizza, sacerdote bresciano trapiantato a Lamezia, in Calabria, dove dal 1976 opera attraverso la comunità Progetto Sud per dare risposte di inclusione sociale a chi si trova in stato di emarginazione, a partire dalla disabilità. Nel tempo, sono nate cooperative per la formazione, il trasporto e il recupero scolastico dei disabili, un centro riabilitazione, gruppi di familiari di minori con handicap, l’inserimento lavorativo per i non vedenti. Oggi funzionano anche volontariato in carcere e comunità di recupero dalle tossicodipendenze, case-accoglienza per le gestanti e ludoteca nei quartieri a rischio, patti territoriali per l’occupazione giovanile, bottega del commercio equo e azienda agricola bio a sostegno di malati di Hiv. In particolare, con i fondi 8xmille 2015-2017 è stato finanziato il progetto Mi ritorni in mente, destinato all'accoglienza e al sostegno di persone con sofferenza mentale. Racconta don Giacomo: «L’esperienza del fare insieme ha dato molti frutti. C’è una grande fiducia nella Chiesa, il prete può fare sempre la differenza. Tanti cittadini ci affiancano perché sanno di costruire così un’Italia diversa».

C'è una grande fiducia nei sacerdoti e nella Chiesa


È uno spazio interculturale di condivisione e solidarietà

In 25 anni di attività l’asilo nido Piccolo Mondo, nato nel quartiere romano di Pineta Sacchetti grazie alla Cappellania Filippina di Roma e alle Suore della Divina Provvidenza, e dal 1990 servizio della Caritas di Roma, ha accolto più di 700 bambini fra zero e 3 anni. Nato per per dare una risposta concreta ai bisogni delle madri lavoratrici straniere, oggi al Piccolo Mondo convivono bambini di oltre 60 nazionalità, provenienti da famiglie disagiate presenti su tutto il territorio romano, sia immigrate che italiane, che guardano all’asilo non solo come a un “servizio” ma come a uno spazio di relazione. L’obiettivo primario del servizio è la promozione del benessere dei bambini, evitando che le condizioni sociali, economiche e culturali sfavorevoli possano comprometterne lo sviluppo, in una fase molto delicata della vita, come quella della primissima infanzia. Ma anche coniugare l’azione educativa sui minori con un intervento di sostegno all’intero nucleo familiare; per questo motivo, le attività del Piccolo Mondo guardano a tutto il territorio di riferimento, dove l'asilo è collocato, coinvolgendo a vari livelli le famiglie e i nuclei monoparentali in esso presenti, sia italiane che straniere. Il Piccolo Mondo così non è un semplice asilo nido, ma è oggi diventato «uno spazio interculturale di condivisione e solidarietà», sottolinea Simona Liberatori, psicologa e responsabile del nido.

Tutti gli interventi finanziati dalla CEI hanno lo scopo di promuovere lo sviluppo integrale della persona e delle comunità dei Paesi del Terzo Mondo. Valorizzando le iniziative delle Chiese locali a favore delle proprie popolazioni.

Una quota importante dell’8xmille, pari per il 2018 a 65 milioni di euro, viene gestita dal Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi in via di sviluppo della CEI, che valuta e finanzia interventi mirati a promuovere lo sviluppo integrale della persona e delle comunità nei Paesi poveri del mondo, valorizzando le iniziative delle Chiese locali a favore delle proprie popolazioni.

Nel 2018 sono pervenuti 1136 progetti da Diocesi di tutto il mondo e sono stati analizzati dal Comitato di valutazione della CEI. I progetti che sono stati considerati idonei a ricevere il sostegno attraverso i fondi dell’8xmille sono 818. Ogni progetto viene accompagnato dalla lettera di presentazione del Vescovo e della Conferenza Episcopale locale, e viene valutato secondo criteri che ne analizzano la qualità, la correttezza e l’effettiva utilità per la comunità territoriale cui si rivolge.

Oltre alle Chiese locali, si tratta di progetti proposti (e partecipati) da movimenti ecclesiali, ma anche ong riconosciute, enti di ricerca, università.

La CEI, con l’8xmille, sostiene i costi di startup del progetto, che deve già dimostrare in fase di proposta di avere poi una propria prospettiva di sostenibilità economica; non vengono finanziati i costi di gestione dell’ente proponente: tutti i fondi, insomma, vanno a diretto beneficio dei soggetti cui il progetto si rivolge.

I progetti finanziati promuovono la formazione in tutti gli ambiti: alfabetizzazione e scolarizzazione a tutti i livelli (dalla formazione elementare a quella universitaria), salute (dai piccoli dispensari di villaggio a padiglioni di ospedali), formazione professionale in campo sanitario, agricolo-ambientale, economico e cooperativo (artigianato sociale) e delle comunicazioni sociali; si sostengono le associazioni locali per l’acquisizione di competenze gestionali, progetti rivolti alla promozione umana (con particolare attenzione alla promozione della donna) e alla difesa delle etnie minoritarie.

Essendo spesso progetti pluriennali (per esempio, nel caso di costruzioni di scuole, ospedali, ecc.), il sistema di finanziamento per tranche consente una verifica puntuale dell’avanzamento delle attività, e di procedere al finanziamento della tranche successiva solo se la rendicontazione della precedente risponde ai criteri di trasparenza richiesti. Vengono inoltre periodicamente organizzate missioni di verifica – a campione –direttamente sui territori.

I progetti finanziati promuovono la formazione in tutti gli ambiti, da quella scolastica a quella professionale

Fondi assegnati: trend 2000-2018

PROGETTI APPROVATI NEL 2018

FONDI PER LE EMERGENZE

Tra le emergenze nel mondo alle quali CEI ha potuto dar risposta nel 2018 ricordiamo:

  • Siria: una risposta alla crisi umanitaria (Fase II) - 1.000.000 €
  • Sud Sudan: interventi a favore delle vittime del conflitto (Fase III) - 1.000.000 €
  • Indonesia: assistenza alle vittime del terremoto e dello tsunami - 1.000.000 €
  • Kerala: assistenza alle vittime delle alluvioni - 1.000.000 €
  • Giordania: educazione per i rifugiati cristiani iracheni (ultima fase) - 1.829.530 €

L'istituto con 6 aule, accoglie fino a 500 studenti

Una scuola «vera» per costruire un futuro diverso

Là dove c’era una struttura di fango e paglia ora c’è… una scuola. Quella della scuola primaria Pindi-Bukanga realizzata nella Diocesi di Kikwuit, nella Repubblica Democratica del Congo, non è una favola ma – grazie all’8xmille della Chiesa italiana, all’impegno della locale Diocesi e alla strenua volontà dei Fratelli della carità, che hanno promosso e seguito questo progetto - è diventata una preziosa realtà per quasi 500 bambini delle famiglie rurali del territorio. Che ora hanno a disposizione un luogo bello e stimolante - 6 aule, mobili e banchi solidi e ergonomici, un ufficio per la direzione, i servizi sanitari, una cisterna per l’acqua – dove seguire il loro percorso di istruzione di base. La costruzione e l'attività di una scuola primaria rappresenta una risorsa preziosissima, a queste latitudini, che può davvero fare la differenza e cambiare il corso di tante vite destinate altrimenti all’unico orizzonte del lavoro nei campi. Da subito la scuola – alla cui realizzazione ha contribuito per il 17% dei costi la popolazione locale, uno sforzo straordinario se si considerano le condizioni di povertà del luogo – è divenuta sede per il sostenimento degli esami, ed è dunque riconosciuta ufficialmente dal sistema dell’Istruzione nazionale.

Le donne, un valore per la società

Nel Nordest del Brasile, nelle Diocesi di Fortaleza e Quixadà, si sta sviluppando grazie all’8xmille il progetto Crescendo a Vida (Vita che cresce), promosso dall’Associazione Maria Mâe da Vida (Maria Madre della Vita). A Juazeiro do Norte, in un vasto quartiere dominato da bande di spacciatori, sfruttatori della prostituzione e criminali, le suore hanno conquistato uno spazio che rappresenta una vera e propria áncora di salvezza per la popolazione, promuovendo strumenti di formazione integrale per le donne vittime di abusi sessuali e violenza: taglio e cucito, musica, pittura, artigianato, danza, puericultura, informatica e culinaria. Un modello sviluppato anche a Quixada, nel Centro Mâe da Vida allestito nella piccola casa delle suore: è un laboratorio di taglio e cucito, informatica, estetica e corsi di puericultura, punto di formazione al lavoro per molte ragazze madri.

Grazie a un vecchio ecografo e a tre medici volontari vengono monitorate le gravidanze delle donne in attesa di un figlio.

Un progetto che guarda alle ragazze madri, vittime di abuso


La speranza che riparte

La Fazenda de Esperanza (Fattoria della Speranza), realizzata dalla Diocesi di Santiago a Praia, sull’isola di Capo Verde, è un luogo dove «attraverso la spiritualità, la condivisione e il lavoro i giovani possono uscire dalla dipendenza, e tornare a vivere una vita piena», spiega il Cardinale Arlindo Gomes Furtado, vescovo di Santiago. «Il lavoro, affiancato da un percorso spirituale, vivifica, aiuta a prendere coscienza di noi e delle nostre possibilità». Un luogo di speranza e di rinascita per tante persone, soprattutto giovani, finiti nel tunnel della dipendenza a causa della povertà e della disperazione.

Come dimostra l'analisi dei trend, sono aumentati i fondi dell'8xmille stanziati per gli interventi caritativi in Italia aventi rilievo nazionale. Le urgenze infatti si moltiplicano, aprendo nuovi fronti soprattutto nella linea di un efficace intervento per la lotta contro le “nuove povertà” come disoccupazione, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati. A queste si affiancano tutte le iniziative rivolte a fronteggiare le emergenze dovute alle calamità naturali.

ESIGENZE DI RILIEVO NAZIONALE

Fondi assegnati: trend 2000-2018

Destinazioni

INTERVENTI CARITAS a favore di:

  • FONDAZIONE MIGRANTES per l'accoglienza degli immigrati stranieri in Italia e l'assistenza degli immigrati all'estero 3.200.000 €
  • ENTI SENZA SCOPO DI LUCRO che operano per la formazione dei giovani disoccupati all'imprenditorialità e alla cooperazione, per l'assistenza ai poveri, ecc. 4.092.000 €
  • ASSOCIAZIONI E CENTRI IN DIFESA DELLA VITA che operano per il sostegno e la dignità delle donne in difficoltà 935.000 €
  • INIZIATIVE A CURA PRESIDENZA CEI 14.855.223 €
* L’importo totale è inferiore a quello assegnato nel 2018 in quanto alcune somme sono ancora in via di destinazione