ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE

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Culto e pastorale
alle diocesi
158.000.000 €
13,9%
Edilizia di culto
e beni culturali
132.000.000 €
11,6%
Iniziative di rilievo nazionale
145.750.000 €
12,9%

INTERVENTI DI CULTO E PASTORALE DELLE DIOCESI

I fondi erogati rispondono alle problematiche familiari e alla realizzazione di strutture educative e ricreative per ragazzi. Ma sono anche utilizzati per iniziative di cultura religiosa, per le scuole di formazione teologica per laici, catechisti ed insegnanti di religione.
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Vengono svolte attività che sono proprie della missione di evangelizzazione della Chiesa

Le "Esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana" comprendono diversi settori di impegno che sono propri della missione evangelizzatrice della Chiesa, ma hanno anche ricadute allargate nei territori e nelle comunità. Basti pensare, per esempio, al valore sociale delle attività che vengono svolte dagli oratori per bambini, adolescenti e giovani, o l'impegno dei patronati, o ancora per le attività rivolte alla promozione e all'aiuto delle famiglie.
Complessivamente, nel 2020 la parte più significativa dei fondi dell’8xmille destinata a questo capitolo è stata impiegata per sostenere l’esercizio del culto e della cura delle anime: sostegno ad attività pastorali, facoltà teologiche e istituti di scienze religiose, parrocchie in condizioni di necessità straordinarie, iniziative a favore del clero anziano e malato, mezzi di comunicazione sociale, ecc. Altri impieghi hanno riguardato attività di formazione del clero e dei religiosi, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana (oratori e patronati, associazioni e movimenti).
Alcune Diocesi, inoltre, hanno richiesto risorse per altre destinazioni specifiche, come l’organizzazione del sinodo diocesano, il sostegno ai campi scuola formativi per ragazzi e adolescenti, ai consultori familiari, ai centri accoglienza e di ascolto, o per la formazione degli operatori.
I criteri per la ripartizione dei fondi alle 226 Diocesi italiane sono stati ridefiniti in occasione della 69esima Assemblea Generale della CEI (maggio 2016), che ha indicato le modalità di richiesta/erogazione e di rendicontazione delle risorse. L’intento è quello di evitare assegnazioni generalizzate e dare alle Diocesi la regia delle richieste e degli impieghi, coinvolgendole in un percorso di responsabilizzazione rispetto a un uso sempre più efficace e mirato dei fondi. Della ripartizione dei fondi viene fornito un rendiconto dettagliato alla CEI, accompagnato da una relazione che spiega i criteri adottati, gli obiettivi perseguiti e i risultati conseguiti attraverso le iniziative finanziate. In maniera analoga, a livello diocesano i contributi vengono assegnati alle parrocchie sulla base di progetti che illustrano le attività ed i programmi per cui si chiede il finanziamento, la previsione di spesa, le risorse proprie investite e le ulteriori (eventuali) fonti di finanziamento.

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Ogni anno la metà dei fondi attribuiti dai Vescovi per questa finalità viene ripartita in parti uguali per tutte le 226 Diocesi, mentre la restante metà viene suddivisa tra esse secondo il numero di abitanti di ciascuna Diocesi.

Destinazioni
Esigenze del culto
55.723.368 €
Esercizio cura delle anime
99.583.967 €
Scopi missionari
1.912.410 €
Catechesi ed educazione cristiana
11.325.742 €
TOTALE*
168.545.487 €
* L’importo totale è superiore a quello assegnato nel 2020 in quanto vengono assegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti.
Distribuzione territoriale
Beneficiari
25,51%
Parrocchie
3,93%
Seminari
55,12%
Diocesi/ uffici pastorali
3,34%
Associazioni
1,02%
Fondazioni
9,45%
Altro ente ecclesiastico
1,63%
Altro ente non ecclesiastico

I PROGETTI REALIZZATI

Dove la parrocchia è davvero stare in mezzo alla vita

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La periferia è complessità, ma è anche ricchezza, che va vissuta come una risorsa in più
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«Da quando sono prete ho deciso che per me è normale farmi disturbare. Sanno che tutti i giorni io ci sono». Don Giuseppe Facchineri è il Parroco della Beata Vergine Addolorata in Morsenchio, a Milano. Una parrocchia, e un quartiere, situati nella periferia sud-est della città, vicino agli insediamenti industriali della Montecatini, alla stazione di Rogoredo e al bosco. Qui don Giuseppe è una presenza vivace; entusiasta e determinato, crede nel significato più puro della parola “parrocchia”: stare in mezzo alla vita.
E lui di vita ne vede tanta. Incontra le famiglie, mangia con loro, le coinvolge nella sua passione per i mosaici: la bellezza imperfetta che può nascere dagli scarti. Insieme ai suoi collaboratori, si impegna a educare bambini e ragazzi al rispetto dei compagni, dell’ambiente, degli spazi comuni.
In Viale Ungheria, un quartiere con un passato ferito, le persone rispondono, danno il cuore, la chiesa è un punto di riferimento per tutti, anche i non credenti. Tutti sono compagni di strada.
«La periferia è complessità, una complessità che non deve fare paura, ma essere vissuta come una risorsa», dice.
All'ingresso della chiesa, poco prima dell'inizio della messa, don Giuseppe saluta a uno a uno i suoi parrocchiani: «Così saprò a chi devo fare la predica», dice sorridendo. Con il tempo, si è creata una rete di relazioni e simpatia, una comunità attiva e partecipe.
«E non importa se non c’è mai una giornata libera», dice don Giuseppe, con il sorriso: «Quel che conta è farsi trovare, con un abbraccio o una parola».


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Fare il bene quando tutto sembra male

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Una comunità devastata dalla disumanità del Covid-19
Giochi in legno

La parrocchia di Nembro si trova all’inizio della Val Seriana, a poca distanza da Bergamo. Una piccola comunità che in poche settimane ha visto andarsene 188 persone, molte delle quali morte sole in un letto d’ospedale senza il conforto dei propri cari. «L’esperienza del Covid-19, in questa zona, è stata straziante. Difficile trovare le parole per descriverla», raccontano don Matteo Cella e don Antonio Guarnieri, che hanno attraversato insieme alla comunità i mesi più difficili e gravi della pandemia. «Ci sentivamo di un’impotenza terribile. A un certo punto abbiamo smesso anche di suonare le campane», dice don Antonio con lo sguardo commosso. In quei giorni pieni di paura, gli abitanti di Nembro sono entrati in contatto con un modo di morire “disumano”, come lui stesso lo definisce. Mentre ogni certezza si sfaldava davanti all’imprevedibilità del virus, l’oratorio ha tenuto vive le relazioni tra i giovani, che si sono messi al servizio della comunità. Cosa resta di quei momenti, ora che il virus sembra essersi placato? «Sicuramente, la consapevolezza che la Chiesa deve rinascere partendo dalle relazioni, dai piccoli gesti, dalle storie e dalla vita delle persone», dicono. «La nostra gente ha bisogno di poche cose. Di vicinanza».
I familiari delle vittime, ora, chiedono giustizia. Ma, come dice don Matteo, «una parte di giustizia è già stata fatta da tutti coloro che hanno lavorato per il bene degli altri. C’è chi ha portato da mangiare nelle case degli anziani soli, chi ha portato i compiti ai bambini che non riuscivano a stampare le schede a casa, chi ha accompagnato all’ospedale i malati bisognosi di dialisi. Tutte queste persone sono state portatrici di giustizia. Perché hanno fatto la cosa giusta».


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Un ascolto che dona speranza

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Vicinanza e sostegno spirituale a portata di voce. I centri ascolto diocesani e parrocchiali hanno continuato a funzionare a distanza anche durante l'emergenza Covid-19. Hanno risposto alle richieste di aiuto alimentari ma, via telefono e online, sono diventati anche un importante rete anti-solitudine. Da "Noi restiamo in ascolto", a Cassano allo Jonio (Cosenza), seguito dal vicario diocesano don Gianni Di Luca, a "Nessuno è solo" a Cremona, a "Ciao come stai" della Chiesa di Firenze, di cui ha voluto essere testimonial l’ex ct della nazionale di calcio Cesare Prandelli, fino al piano di auto-aiuto di don Enrico Pajarin a Vicenza.
Don Massimo Segù, psicologo prima della vocazione sacerdotale, è responsabile di "Aiutami a dire arrivederci", il servizio della diocesi di Vigevano voluto dal vescovo Maurizio Gervasoni e rivolto a chi durante la pandemia ha affrontato un lutto.«Il dolore più grande delle persone che ci chiedono aiuto è non aver potuto accompagnare il parente o l’amico negli ultimi momenti della vita», spiega don Massimo. «In più sono obbligate a stare in casa, spesso da sole. Hanno paure di contrarre il virus, quando non si trovano addirittura in quarantena, e temono per il futuro. Li accoglie la nostra équipe, 9 professionisti tra consulenti familiari, psicologi e psicoterapeuti, al telefono o su Skype. Nell’esperienza del limite, la fede può essere una grande risorsa».
Il punto più drammatico della pandemia è coinciso col tempo di Quaresima: «È come se noi tutti avessimo ripercorso il cammino di Gesù.
Egli, come noi, non è stato risparmiato dal dolore.
Noi, come Gesù, non saremo abbandonati da Dio».

EDILIZIA DI CULTO E BENI CULTURALI

I beni culturali ecclesiastici sono un riferimento per le comunità di fedeli, ma costituiscono anche un patrimonio fondamentale per tutto il Paese. Che bisogna mantenere vivo.
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Le opere promuovono il concorso delle energie locali

Una parte consistente dei fondi 8xmille sono destinati alla valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici che costituiscono un patrimonio per tutto il Paese. Basti pensare, per esempio, alle attività sociali che vengono svolte all’interno di strutture parrocchiali o diocesane nei diversi territori, oppure – allargando l’orizzonte – all’attrattività costituita da buona parte dei beni culturali ecclesiastici ricchi di storia e di bellezza.
La gestione delle risorse dell’8xmille destinate a questi ambiti favorisce la promozione di percorsi efficaci di programmazione degli interventi a livello diocesano. Si tratta infatti spesso di progetti di lungo termine, sviluppati su più anni. Questo approccio consente di accompagnare le Diocesi in un percorso di responsabilità, amministrazione sostenibile e gestione strategica sia del patrimonio esistente, sia delle nuove costruzioni.
Per quanto riguarda l’edilizia di culto, l’utilizzo dell’8xmille per la costruzione di nuove strutture religiose costituisce una risposta della comunità ecclesiale al fenomeno dell’espansione dei centri urbani. L’edificio di culto, con le opere annesse, è il cuore delle comunità nascenti, centro di aggregazione sociale, promotore di attività pastorali e culturali.
I contributi della CEI vengono destinati in via prioritaria a strutture di servizio religioso di natura parrocchiale o interparrocchiale (la chiesa, la casa canonica, le opere di ministero pastorale come per esempio le aule di catechismo). A partire dal 2018 è stata posta maggiore attenzione agli interventi su edifici già esistenti costruiti da più di 20 anni, per un migliore utilizzo del patrimonio immobiliare.
Le opere non vengono finanziate interamente con l’8xmille, per un principio ecclesiologico ed educativo, ovvero per favorire il concorso delle energie locali come espressione di partecipazione e corresponsabilità. La CEI interviene con un contributo massimo del 75% della spesa preventivata (70% per gli interventi sugli edifici esistenti).
I fondi destinati alla tutela e al restauro dei beni culturali ecclesiastici aiutano le Diocesi italiane a promuovere iniziative che abbiano come scopo la conoscenza, la tutela e conservazione dei beni culturali ecclesiastici, in special modo quelli legati al culto, e a stimolare la collaborazione tra le Diocesi e gli enti pubblici al fine di agevolare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico.
Le finalità dei contributi sono varie, e spaziano dall'inventario informatizzato dei beni artistici e storici al censimento delle chiese, dalla dotazione di impianti di sicurezza al sostegno ad archivi, biblioteche e musei diocesani a interventi di restauro e consolidamento degli edifici fino al restauro degli organi a canne di interesse storico.

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Destinazioni
Installazione impianti di sicurezza
3.540.520 €
Inventariazione informatizzata di beni mobili
102.386 €
Censimento Chiese
118.050 €
Conservazione e consultazione di archivi, biblioteche e musei
7.123.359 €
Conservazione e consultazione di archivi e biblioteche di istituti di vita consacrata e società di vita apostolica
2.160.628 €
Associazioni di volontariato
508.455 €
Restauro e intervento su edifici esistenti
88.111.048 €
Restauro organi a canne
2.504.260 €
Costruzione nuovi edifici
64.312.387 €
Fondo Sud - Edilizia di culto
3.987.076 €
Iniziative di rilievo nazionale
78.102 €
TOTALE*
172.546.271 €
* L’importo totale è superiore a quello assegnato in quanto vengono riassegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti
Progetti finanziati nel 2020
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9,4%
Installazione impianti di sicurezza
16,4%
Conservazione e consultazione di musei, archivi e biblioteche
49,5%
Restauro edifici di culto
7,1%
Restauro organi a canne
12,1%
Costruzione nuove chiese
2,9%
Fondo Sud - Edilizia di culto
2,6%
Altri progetti
(Censimento chiese, associazioni volontariato, inventariazione informatizzata...)

I PROGETTI REALIZZATI

Al centro della comunità

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Un richiamo alla tipologia dei monasteri presenti sul territorio

Un complesso parrocchiale pensato per essere punto di riferimento e di aggregazione per il quartiere Stadio-Alberolongo, a Trani. È questa la base ideale su cui si è fondata l’opera di realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di S. Magno Vescovo e Martire, il cui cantiere è stato avviato a gennaio 2017 e ultimato a febbraio 2020, diventato da subito un luogo pienamente vissuto dalla comunità. L'architettura della chiesa fa riferimento al patrimonio simbolico della liturgia cristiana. Il chiostro, spazio esterno, è luce e fulcro di tutto l’oratorio: un riferimento alla tipologia dei monasteri presenti sul territorio, come quello splendidamente conservato di Santa Maria di Colonna, a Trani. Lo sviluppo verticale su due livelli, di cui uno interrato, consente l’illuminazione diretta di tutti gli ambienti interni e, al contempo ,mantiene l’altezza fuori terra del complesso gerarchicamente inferiore al volume della chiesa, garantendone la riconoscibilità di edificio sacro. Infine Il campanile, alto e svettante, non è posizionato nei pressi della chiesa, ma coincide con il luogo storico su cui sorgeva l’antica e perduta chiesa della Madonna delle Grazie, al bivio delle due strade che lasciano la città.

Il gioiello di Gubbio torna a vivere

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Chiesa di Madonna del Prato

La Chiesa di Madonna del Prato, a Gubbio, ha una storia antica e affascinante. A metà del Seicento, nasce dietro la richiesta di ampliamento della piccola chiesa esistente, appena fuori le mura della città, lungo la via che conduce a Perugia. Le Canonichesse (religiose appartenenti ai Canonici Regolari Lateranensi), proprietarie della piccola chiesa situata appena fuori le mura, sulla via che conduce a Perugia, col sostegno delle offerte ricevute indirizzarono al Vescovo una richiesta di ampliamento della chiesa. Il Vescovo, entusiasta dell’iniziativa, divenne il principale promotore della edificazione di una nuova chiesa, ricevendo dal Borromini il consenso a replicare in Gubbio il progetto del San Carlino alle Quattro Fontane in Roma, considerato uno dei più alti esempi dell’architettura barocca in Italia. Nell’anno 1662 iniziò così la costruzione. La gloriosa chiesa, in seguito agli ultimi eventi sismici dell’agosto 2016 vene dichiarata inagibile. Così, nel 2018 è stato definito un progetto di restauro e risanamento conservativo dell’immobile, per ristrutturare il corpo di fabbrica e renderlo di nuovo agibile al culto. Il cantiere si è concluso a ottobre 2020. I lavori di restauro hanno interessato la facciata principale e le superfici intonacate della sacrestia e del sottotetto della chiesa. È stato smontato e ripulito il manto di copertura, eseguita idonea cordolatura e consolidati e fissati gran parte degli elementi architettonici realizzati a stucco nell’aula liturgica, consentendo ai fedeli eugubini di tornare a vivere gli spazi della «loro» chiesa.

La cultura che mette in rete

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la cattedrale ritrovata

Grazie ai contributi dell'8xmille, la Biblioteca diocesana di Aosta ha potuto sperimentare una forma coinvolgente del "fare rete". È stato infatti avviato il progetto di catalogazione dei volumi della biblioteca, utilizzando l’applicativo CEI Bib, che ha consentito di aderire al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). La catalogazione partecipata consente un positivo dialogo con altre biblioteche, soprattutto per la corretta identificazione di alcuni esemplari di libri antichi. A questa rete di cooperazione si è aggiunta una ricca rete di relazioni: la presenza crescente del patrimonio librario del Catalogo SBN e di altre banche dati internazionali ha donato alla biblioteca una visibilità che le sta consentendo di allargare il suo tradizionale bacino di utenti: agli studiosi locali e agli specialisti si aggiungono nuovi lettori e nuovi specialisti, anche stranieri, che contattano la biblioteca e vengono ad Aosta per avere un volume in prestito o esaminare un libro antico. Emblematica è stata poi l’esperienza della schedatura degli incunaboli, che ha richiamato l’attenzione di numerosi ricercatori sul ricco patrimonio della biblioteca e sulle figure dei possessori personali e istituzionali che hanno lasciato traccia di sé sugli esemplari aostani.

Il Diocesano a misura di bambino

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Museo Diocesano a Tricarico

Fiore all'occhiello del Museo diocesano di Reggio Calabria sono da sempre i servizi educativi, con uno staff di educatori composto da giovani di diversa formazione (storici dell’arte, architetti, educatori di comunità, insegnanti) che uniscono alla propria competenza professionale l’esperienza maturata con i bambini e ragazzi nelle varie realtà dell’associazionismo cattolico: la loro presenza e collaborazione in museo, pur offerta con spirito di servizio, è resa possibile grazie al contributo dell'8xmille. Anche durante il "tempo sospeso" della pandemia, il Museo ha proseguito con le attività didattiche, svolgendole attraverso i profili Facebook e Instagram del museo e, nel caso di Facebook, di un profilo creato ad hoc, offrendo materiali scaricabili anche dal sito. In particolare, proprio nei mesi di chiusura al pubblico, tra marzo e maggio 2020 una novità ha visto la luce: la creazione di due personaggi animati, Elio e Bacolo, destinati a diventare le mascotte del Diocesano. Tra maggio e giugno, Elio e Bacolo hanno guidato i bambini in un accattivante viaggio a puntate nella ‘memoria perduta’, attraverso le sale e le opere d’arte esposte: due appuntamenti a settimana, proposti online, hanno offerto ai bambini l’opportunità di ‘apprender giocando’ appassionandosi via via al racconto di arte e storia delle più belle opere esposte, mediato attraverso le divertenti avventure del saggio Elio e dello smemorato Bacolo.

INIZIATIVE DI RILIEVO NAZIONALE

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Destinazioni
FONDO PER LA CATECHESI E L’EDUCAZIONE CRISTIANA
68 milioni di euro
Il Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana ha lo scopo di assicurare risorse per sostenere la formazione catechetica e la sperimentazione educativa, nonché iniziative e proposte promosse dall’Episcopato italiano per contribuire alla matura formazione religiosa delle persone e a servizio dell’annuncio della fede nella complessa società attuale.
TRIBUNALI
ECCLESIASTICI
12 milioni di euro
La scelta, fatta per la prima volta nel 1998, è di alleggerire i costi processuali. Lo stanziamento della CEI riguarda l’onere che deve sostenere chiunque inizia o interviene in un processo di nullità di matrimonio. Così le Conferenze Episcopali assicurano, per quanto possibile, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori, la gratuità delle procedure.
INIZIATIVE
DI RILIEVO NAZIONALE
41 milioni di euro
In Italia vi sono opere e iniziative pastorali di lunga tradizione e di varia configurazione giuridica animate dal clero secolare, dalle famiglie religiose o da un prezioso volontariato laicale come, ad esempio, attività di formazione dei giovani lavoratori, di promozione pastorale per i detenuti, di sostegno ad associazioni per la promozione delle famiglie e nel campo dei mass-media.
TOTALE*
121.000.000 €
* L'importo totale è inferiore a quello assegnato nel 2020 in quanto alcune somme sono ancora in via di destinazione.