INTERVENTI CARITATIVI

caritas roma
grafico a torta 3
Carità alle diocesi
150.000.000 €
13,2%
Interventi caritativi nel mondo
80.000.000 €
7,1%
Iniziative di rilievo nazionale
65.000.000 €
5,7%

INTERVENTI CARITATIVI DELLE DIOCESI

Gli interventi di carità realizzati nelle Diocesi danno risposte immediate e concrete alle tante domande di aiuto che provengono dalle numerose situazioni di povertà materiali e spirituali. E sono anche esempi di solidarietà che possono contribuire a educare i membri della comunità cristiana ad amarsi l’un l’altro.
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La Chiesa porta una presenza capillare sul territorio

Gli interventi di carità realizzati nelle Diocesi sorgono dall’impulso “naturale” della carità cristiana e sono animate da migliaia di volontari laici, sacerdoti e consacrati in tutta Italia.
Le necessità a cui la Chiesa cattolica fa fronte in Italia sono aumentate con il passare degli anni, complice la crisi: le urgenze si sono moltiplicate, ma la linea di intervento non è mai stata solo quella di rispondere alle emergenze, bensì strutturare progetti destinati a innescare circoli virtuosi positivi. Per accompagnare chi ha bisogno a ritrovare la propria autonomia e dignità, non solo rispondere al suo bisogno qui e ora. In questo modo vanno intesi i progetti di intervento per la lotta contro le “nuove povertà” (disoccupazione, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati, ecc.).
Per gli interventi caritativi in Italia nel 2020 la CEI ha destinato 150 milioni di euro, ripartiti tra le 226 diocesi (la metà in parti uguali a ogni Diocesi, l’altra metà proporzionalmente al numero di abitanti di ciascuna). Quasi un terzo di tale importo è destinato al sostegno diretto a persone bisognose, segno di come le situazioni di fragilità siano drammaticamente diffuse tra la popolazione italiana.
Quella che viene portata dalla Chiesa grazie all'8xmille è una presenza capillare sul territorio, resa possibile dal network di parrocchie che sono vicine ai bisogni e conoscono in maniera diretta le necessità.
Gli interventi sono inseriti nei piani pastorali diocesani, a garanzia della loro complementarietà rispetto ad altre attività messe in campo dalla Chiesa sul territorio.

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Ogni anno la metà dei fondi attribuiti dai Vescovi per questa finalità viene ripartita in parti uguali per tutte le 226 Diocesi, mentre la metà che rimane viene suddivisa tra esse secondo il numero di abitanti di ciascuna Diocesi.

Destinazioni
A persone bisognose
49.826.179 €
Opere caritative diocesane
87.112.009 €
Opere caritative parrocchiali
13.623.162 €
Opere caritative di altri enti ecclesiastici
14.430.601 €
TOTALE*
164.991.951 €
* L’importo totale è superiore a quello assegnato nel 2020 in quanto vengono riassegnate anche le somme residue non erogate negli esercizi precedenti.
Distribuzione territoriale
Beneficiari
24,15%
Parrocchie
0,92%
Seminari
43,38%
Diocesi/ uffici pastorali
10,07%
Associazioni
5,53%
Fondazioni
12%
Altro ente ecclesiastico
3,95%
Altro ente non ecclesiastico

I PROGETTI REALIZZATI

Un orto per coltivare il futuro

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Carità immagine

Nato nella diocesi di Jesi, oggi vede coinvolte altre due diocesi (Fabriano-Matelica e Ancona-Osimo). Sorto su un terreno donato da un privato alla Caritas di Jesi, l’Orto del Sorriso offre, dal 2015, risposte concrete e soluzioni creative al problema della povertà e alla mancanza di sbocchi lavorativi nel territorio diocesano, mediante la produzione di prodotti agricoli locali di qualità.
Disoccupati, tirocinanti e soggetti svantaggiati costituiscono la forza lavoro alla quale viene offerta la possibilità di un inserimento professionale. All’impegno della Diocesi si è aggiunto quello dell’intera comunità, divenuta protagonista attiva dell’iniziativa mettendo a disposizione, in comodato d’uso gratuito, aree marginali in stato di abbandono o degrado. «È un progetto di agricoltura solidale che coniuga la formazione e il recupero delle tradizioni contadine, grazie ad un percorso sul “campo”, assicurato dal coinvolgimento degli anziani esperti che condividono il proprio “sapere contadino” con le nuove generazioni», spiega Matteo Donati, Presidente della Cooperativa Orto del Sorriso. Oggi l’Orto è una piccola impresa, dedita a coltivazioni biologiche nei circa 15 ettari di terreno situati nella campagna jesina, che coinvolge una ventina di persone che con impegno e passione si dedicano all’attività agricola.

La carità in un gesto

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vicini a chi soffre

«L’inedita crisi sociale innescata dalla pandemia rischia di far cadere tanti nell’indigenza», spiega Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, spiegando l'urgenza che si trova ad affrontare il Fondo diocesano di solidarietà sostenuto dall'8xmille: «La Chiesa è provocata ad esprimere nel modo più ampio la sua missione di annuncio della Parola di Dio e di servizio alla carità. Sentiamo una responsabilità enorme di prossimità al Paese, mettendo in opera, come ha detto Papa Francesco, la "creatività dell’amore"». Un quarto dei fondi disponibili ha già raggiunto famiglie ed enti assistenziali. Emergono fragilità nascoste: «Prima arrivavano persone sole, ora famiglie intere», racconta don Marco Orrù, parroco di San Sebastiano, ad Elmas. «È ora di vivere per gli altri più di prima: dagli aiuti in denaro, aprirci ai gesti di vicinanza verso i più soli»

L'aiuto della comunità

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un porto sicuro per i migranti

Un progetto di accoglienza realizzato grazie al coinvolgimento della comunità cristiana e civile insieme ad alcune parrocchie del territorio: è questo, in sintesi, “La Comunità e la Dimora”, promosso dalla Caritas diocesana di Concordia - Pordenone in collaborazione con associazioni del Terzo settore, realtà ecclesiali ed enti locali. L’iniziativa si articola in un sistema integrato di servizi per persone in grave marginalità e disagio abitativo mediante una serie di soluzioni, diversificate sia per tipologia (dormitori, appartamenti, canoniche, strutture comunitarie) che per diffusione territoriale. «È una realtà che si basa sul coinvolgimento delle comunità e dei volontari», racconta il direttore Caritas Concordia Pordenone Andrea Barachino: «È proprio grazie all’impegno di questi ultimi che è stato rafforzato il lavoro di animazione della Comunità attraverso la partecipazione alla gestione delle strutture e la sperimentazione di nuovi servizi».

Dove aiutare significa condividere

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Di fronte a nuovi profili di povertà, anche la carità va ripensata
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«Se una crisi inedita disegna nuovi profili di povertà, allora anche la carità va ripensata. Il Fondo San Petronio nasce per aiutare chi, per l’emergenza Covid, ha perso il lavoro o ha visto ridursi significativamente la sua attività», spiega don Matteo Prosperini, direttore della Caritas di Bologna.
Cambiano i poveri e cambia il tipo di aiuto. «Mentre accompagniamo come sempre i più fragili e l’utenza ordinaria in un cammino di sostegno, ai nuovi vulnerabili diamo risorse immediate, sul conto corrente, per rimettersi in moto e scongiurare il pericolo che vadano ad ingrossare le fila della fragilità». Voluto dal cardinale Matteo Maria Zuppi e finanziato dall’Arcidiocesi di Bologna con un milione di euro, all’FSP sono arrivate oltre 2.300 domande, di cui più di 500 risultate idonee. «La carità», osserva don Matteo, «è sempre stata interpretata come l’aiuto del ricco al povero, una donazione del superfluo, mentre le operatrici dell’ FSP si sono trovate spesso di fronte persone come loro, con richieste che faremmo pure noi se ci trovassimo improvvisamente in rosso, come un tablet per i figli o la spesa. Si impone dunque una riflessione: oggi aiutare significa fondamentalmente condividere».

Da sempre capaci di accogliere

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Tra gli ospiti ci sono tanti italiani, che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica
persone nel bosco

Nel cuore del “Villaggio Trieste”, quartiere popolare di Latina, sorge la Mensa Caritas intitolata a don Adriano Bragazzi, che prima della sua prematura scomparsa ne aveva promosso l’istituzione. Avviata in un territorio che ha ospitato, tra il 1957 e il 1991, il Campo Profughi “Rossi Longhi”, il più grande centro di accoglienza e smistamento di profughi e rifugiati operativo in Italia, la mensa prosegue una lunga storia di solidarietà che ha caratterizzato la città pontina.
Istituita nel 2002 come mensa serale, distribuisce 100 pasti al giorno, coinvolge nell'attività 400 volontari, e sono oltre 33mila ogni anno gli accessi di persone, provenienti da Latina e dai comuni limitrofi, in situazione di forte disagio economico e sociale. «È un’opera-segno diocesana al servizio dell’intera città», spiega Angelo Raponi, direttore della Caritas di Latina. «Nel corso degli anni siamo riusciti ad assistere un crescente numero di persone provenienti, in genere, da situazioni di forte disagio economico e sociale, in maggioranza stranieri, ma ci sono anche italiani, circa il 25% dell’utenza, che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica che ha colpito duramente la nostra provincia, aggravata dallo scoppio della pandemia».
La Mensa è l’unico luogo a Latina e dintorni dove chi è in difficoltà può trovare una mano tesa insieme ad un pasto caldo.


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INTERVENTI CARITATIVI NEL MONDO

Tutti gli interventi finanziati dalla CEI hanno lo scopo di promuovere lo sviluppo integrale della persona e delle comunità dei Paesi del Terzo Mondo. Valorizzando le iniziative delle Chiese locali a favore delle proprie popolazioni.

Una quota importante dell’8xmille, pari per il 2020 a 80 milioni di euro (10 milioni in più rispetto al 2019), viene gestita dal Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi in via di sviluppo della CEI, che valuta e finanzia interventi mirati a promuovere lo sviluppo integrale della persona e delle comunità nei Paesi poveri del mondo, valorizzando le iniziative delle Chiese locali a favore delle proprie popolazioni.
Nel 2020 sono stati approvati 397 progetti, proposti da Diocesi di tutto il mondo.
Ogni progetto viene accompagnato dalla lettera di presentazione del Vescovo e della Conferenza Episcopale locale, e viene valutato secondo criteri che ne analizzano la qualità, la correttezza e l’effettiva utilità per la comunità territoriale cui si rivolge. Oltre che dalle Chiese locali, i progetti sono proposti (e partecipati) da movimenti ecclesiali, ma anche ong riconosciute, enti di ricerca, università.
La CEI, con l’8xmille, sostiene i costi di startup del progetto, che deve già dimostrare in fase di proposta di avere poi una propria prospettiva di sostenibilità economica; non vengono finanziati i costi di gestione dell’ente proponente: tutti i fondi, insomma, vanno a diretto beneficio dei soggetti cui si rivolge. I progetti finanziati promuovono la formazione in tutti gli ambiti: alfabetizzazione e scolarizzazione a tutti i livelli (dalla formazione elementare a quella universitaria), salute (dai piccoli dispensari di villaggio a padiglioni di ospedali), formazione professionale in campo sanitario, agricolo-ambientale, economico e cooperativo (artigianato sociale) e delle comunicazioni sociali; si sostengono le associazioni locali per l’acquisizione di competenze gestionali, progetti rivolti alla promozione umana (con particolare attenzione alla promozione della donna) e alla difesa delle etnie minoritarie. Essendo spesso pluriennali (per esempio, nel caso di costruzioni di scuole, ospedali, ecc.), il sistema di finanziamento per tranche consente una verifica puntuale dell’avanzamento delle attività, e di procedere al finanziamento della tranche successiva solo se la rendicontazione della precedente risponde ai criteri di trasparenza richiesti. Vengono inoltre periodicamente organizzate missioni di verifica – a campione – direttamente sui territori. Oltre ai progetti proposti dalle varie realtà presenti nel Terzo Mondo la CEI ha lanciato, a partire dalla fine del 2017, la campagna "Liberi di partire, liberi di restare", con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sul tema delle migrazioni e di realizzare progetti nei Paesi di partenza, di transito e di accoglienza di quanti, specialmente bambini e donne, fuggono da guerre, fame e violenza. Nel 2020 sono stati destinati a progetti nell’ambito di questa campagna circa 3 milioni di euro. Inoltre, nel 2020, sono stati stanziati 9 milioni di euro per la Campagna "Covid-19", che si è sviluppata nei territori dei Paesi in Via di Sviluppo con progetti di formazione e sanitari per contrastare la pandemia. I progetti approvati e finanziati nel corso del 2020 sono stati 541, per un totale di 9 milioni di euro.

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Fondi per le emergenze
Tra le emergenze nel mondo alle quali la CEI ha potuto dar risposta nel 2020 ricordiamo:
Bosnia-Erzegovina
emergenza rifugiati nei Balcani – 380.000 €
Libano
assistenza umanitaria alla popolazione – 1.000.000 €
Benin
accoglienza in emergenza sanitaria – 500.000 €
Progetti approvati nel 2020
mappa interventi caritativi nel mondo
TOTALE PROGETTI
397 progetti
69.234.396 €*
* L’importo totale è inferiore a quello assegnato nel 2020 in quanto alcune somme sono ancora in via di destinazione.
% SU IMPORTI ACCORDATI
Africa
60 %
America Latina
15,2 %
Asia
17,4 %
Est Europa
1,8 %
Medio Oriente
5,6 %
16.796
I progetti approvati e finanziati dalla CEI attraverso l’apposito Servizio e Comitato per gli interventi caritativi a favore dei Paesi in via di sviluppo dal 1990 a oggi

I PROGETTI REALIZZATI

Investire sulla salute

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Il progetto presentato dalla Compagnia di Gesù, attraverso il MAGIS, si sviluppa nel sobborgo di Agoé-Nyivé e intende affrontare il problema delle malattie infettive mediante una diagnostica precoce e precisa che permetta agire con tempestività. Grazie al progetto saranno aggiornati i materiali e gli equipaggiamenti per migliorare il monitoraggio sanitario presso il Centro Esperance Loyola, che opera presso la comunità, si organizzeranno campagne di prevenzione, screening, analisi e sensibilizzazione. Alle donne malate - più vulnerabili ed economicamente più fragili - verrà garantito il supporto necessario per il reinserimento lavorativo e sociale. I giovani saranno sensibilizzati e informati riguardo le malattie sessualmente trasmissibili e una formazione integrale sarà offerta ai giovani sieropositivi. Il progetto mira a incoraggiare stili di vita in giovani adulti per renderli più responsabili. Si vuole inoltre fornire supporto tecnico economico e formativo alle donne che intendono avviare un'attività in proprio e/o dare vita ad una cooperativa. I beneficiari del progetto saranno oltre 15mila.

Un luogo di integrazione

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Bardot e Château sono due quartieri della città di San Pedro, in Costa d’Avorio, dove il degrado ambientale e umano – droga, prostituzione, sfruttamento, diffusione dell'HIV, maternità precoci – e la scasissima integrazione sociale ed etnica mettono ai margini in particolare donne e bambini. È qui che i Missionari della Consolata hanno avviato un progetto per la creazione di un Centro di sensibilizzazione, formazione e integrazione multiculturale rivolto a giovani uomini e donne dai 15 ai 30 anni. Oltre che promuovere un contesto di dialogo e di fratellanza tra musulmani e cattolici.
Nel Centro saranno coinvolti medici, ostetriche, responsabili ministeriali, responsabili di imprese e altro personale qualificato per fornire ai giovani un luogo d’incontro e di formazione. Lo scopo è quello di migliorare le condizioni di vita dei giovani e la loro educazione, offrendo corsi su temi sociali, culturali, economici e ambientali. Il contributo dell'8xmille è destinato alla costruzione del Centro, all'acquisto di materiale di arredamento e didattico e alla creazione di una biblioteca.

Vicini ai giovani

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A finire ai margini sono soprattutto le donne e i bambini
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La parrocchia di San José Manggagawa, nell’Arcidiocesi di Manila, nelle Filippine, ha un cuore di umanità che vuole battere più forte: è il Centro Polivalente che sviluppa attività educative e formative in favore dei giovani vulnerabili di Tondo, il distretto urbano sorto sulle ceneri di quella che era chiamata la montagna fumante della spazzatura urbana di Manila: 600.000 persone che sopravvivono di scarti e rifiuti, la maggior parte dei bambini non va a scuola. Il Centro prevederà spazi di ascolto, di relazioni, di orientamento personale e professionale per contrastare in maniera efficace la povertà estrema e dare ai giovani le opportunità per un futuro dignitoso.

ESIGENZE DI RILIEVO NAZIONALE

FONDI ASSEGNATI: trend 2000-2020

Destinazioni
FONDAZIONE MIGRANTES
per l'accoglienza degli immigrati stranieri in Italia e l'assistenza degli immigrati all'estero
3.145.000 €
ENTI SENZA SCOPO DI LUCRO
che operano per la formazione dei giovani disoccupati all’imprenditorialità e alla cooperazione, per l’assistenza ai poveri, ecc.
1.773.000 €
ASSOCIAZIONI E CENTRI IN DIFESA DELLA VITA
che operano per il sostegno e la dignità delle donne in difficoltà.
460.000 €
INIZIATIVE A CURA PRESIDENZA CEI

20.052.158 € (di cui 8.800.000 € per emergenza Covid)
TOTALE*
49.503.500 €
* L’importo totale è inferiore a quello assegnato nel 2020 in quanto alcune somme sono ancora in via di destinazione.
INTERVENTI CARITAS a favore di:
Anziani: 250.000 €
Detenuti/ex detenuti: 219.800 €
Disabili: 240.550 €
Donne vittime di violenza: 260.000 €
Famiglie: 4.568.850 €
Giovani: 1.574.492 €
Inoccupati: 2.060.800 €
Minori: 1.355.500 €
Persone con sofferenza mentale: 279.200 €
Persone senza dimora: 2.681.850 €
Immigrati, rifugiati, richiedenti asilo: 582.300 €
Potenziamento servizi Caritas Diocesane durante la pandemia: 10.000.000 €