Un cammino che continua

Da quattro anni, la pubblicazione del Rendiconto dell’8xmille alla Chiesa Cattolica rappresenta una tappa fondamentale sulla strada dell’8xmille, per riflettere sul tratto percorso ma anche per proiettare lo sguardo verso l’orizzonte. Si tratta di una sosta rigenerante, che permette di trovare nei volti delle persone incontrate e nei progetti realizzati lo slancio per andare avanti, per continuare a camminare con impegno e senso di responsabilità.

Questo documento diventa infatti l’occasione per dire un grande “grazie” ai cittadini italiani che decidono di destinare alla Chiesa Cattolica una quota dell’intero gettito Irpef che lo Stato mette a disposizione per scopi “sociali o umanitari”, ma anche per rendere conto di come quelle risorse sono state utilizzate negli ambiti previsti dalla legge: culto e pastorale, carità in Italia e nei Paesi del Terzo Mondo e sostentamento dei sacerdoti.

Lungi dall’essere solo un dovere, il Rendiconto è il segno concreto del nostro desiderio di trasparenza e di quel rigore che guida l’intero iter di assegnazione ed erogazione dei fondi: le richieste di contributi pervenute devono seguire criteri specifici; gli Uffici e i Comitati della Conferenza Episcopale Italiana valutano attentamente le proposte; l’avanzamento dei lavori e il risultato finale devono essere rendicontati con precisione, così come tutte le somme che vengono destinate a ciascuna delle 226 Diocesi italiane. La stessa disciplina ha portato la CEI a scegliere volontariamente di far certificare il proprio bilancio da una società di revisione specializzata.

L’obiettività dei numeri, tuttavia, non toglie niente alla bellezza di quanto realizzato. I fondi dell’8xmille contribuiscono a sostenere i tanti sacerdoti che animano le comunità cristiane del nostro Paese, mettendosi a servizio di famiglie, giovani, anziani, bisognosi e fragili; alimentano migliaia di progetti di carità e pastorale che prendono forma grazie alla dedizione di tanti religiosi e laici che gratuitamente donano tempo e energie; restituiscono fiducia e forza alle comunità montane alpine, a quelle delle isole così come dei borghi e dei grandi centri urbani. Ogni storia è il tassello di un puzzle che si ricompone grazie alle firme di milioni di persone, credenti e non, che ogni anno esprimono la propria preferenza per la Chiesa Cattolica apprezzandone così il lavoro, la trasparenza e il valore creato sul territorio. Al centro di tutto c’è sempre la persona, a prescindere dalla sua condizione e dal luogo geografico in cui si trova a vivere.

Dal 1990, anno in cui la legge 222 del 1985 entra effettivamente in vigore, di strada ne abbiamo fatta tanta. Ma non è tempo di fermarci: mentre lasciamo lentamente alle spalle gli anni bui e duri della pandemia, il cielo è di nuovo plumbeo sul nostro Continente a causa del conflitto in Ucraina. Le conseguenze, anche umanitarie, pongono nuove sfide per l’Italia. A queste, anche con le risorse dell’8xmille, la Chiesa che è in Italia è pronta a rispondere con generosità e impegno, nello stile di ascolto e di accoglienza del Cammino sinodale. Abbiamo imparato, in questi ultimi tempi, che ci si salva solo insieme. Per questo, una firma non è semplicemente una firma. È di più, molto di più. E ci aiuta ad andare lontano, insieme.

S.E. Mons. Stefano Russo
Segretario Generale C.E.I.